Mombello Monferrato

Nonostante accurati studi di toponomastica sull’origine del nome ancora non si è fatta chiarezza, quel che invece è certo è che Morbello sia di antichissime origini, parliamo di insediamenti paleolitici di 90 mila anni fa. Ha attraversato la storia partecipando a tutte le vicende più importanti e condividendone gli eventi con i comuni dell’intero territorio monferrino e di parte di quello ligure. Sul suo territorio si susseguirono le dominazioni liguri, romane, longobarde, franche, per arrivare agli Aleramici e allo Stato Sabaudo.

Mombello è in collina, fra boschi di querce e di castagni, dove si inoltrano decine di sentieri spesso dotati di indicazioni per trekking a piedi o in mountainbike, il suo territorio inoltre è ricco di acque sotterranee.

Alla castagna è dedicata una festa verso la fine del mese di ottobre durante la quale sono anche offerti funghi porcini di cui i boschi sono assai ricchi, e visto che parliamo di feste, ricordiamo anche la “Sagra del cinghiale” che solitamente si svolge in agosto.

Posizionato sulla cima di un ripido colle, inciso da tre torrenti, si trovano i ruderi del castello di Mombello, una posizione particolarmente protetta dalla morfologia. Non è certa la data di prima edificazione ma sappiamo che nel 1100 fu in possesso agli Aleramici per passare poi di mano in mano fino alla parziale distruzione avvenuta tra il 1300 e il 1400. Dalla fine del 1500 fu poi in mano a Bartolomeo Malaspina che lo rese nuovamente abitabile, ampliandolo e arricchendolo di belle architetture. Una ulteriore parziale distruzione avvenne alla metà del 1600 per opera degli spagnoli. La fortezza, oggi messa in sicurezza dal comune, è visitabile, qui operano i membri dell’associazione Limes Vitae che, in collaborazione con la provincia di Alessandria e dell’Associazione Castelli Aperti, organizzano rievocazioni storiche di grande interesse e visite guidate.

Altri resti di fortificazioni dell’epoca medioevale sono la Torre del Ciglione e la Torre del Marocco. Fra gli edifici religiosi, la Parrocchiale di San Sisto, probabilmente edificata nel 759 ha offerto molti reperti archeologici e nel sottosuolo sono state rinvenute le spoglie di sacerdoti che qui avevano prestato servizio. La chiesa in stile romanico presenta tre navate sorrette da sei grandi colonne in pietra, di notevole pregio il coro e gli arredi della sagrestia scolpiti in legno di noce massiccio.

In Frazione Costa si trova poi la chiesa di San Rocco probabilmente edificata prima dell’anno 1000 e più volte modificata fino al 1840 quando fu ampliata e modificata in stile barocco.

Percorrendo un sentiero sterrato che conduce al Monte Laione incontriamo una grande quercia, monumento nazionale.

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